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POESIA GIAPPONESE HAIKU

vento d`autunno
allo sguardo
tutto e` poesia

 

Parole sussurrate dal vento, dallo stormire delle foglie, dai suoni della natura e della malinconia. Non conosco parole migliori per descrivere la poesia giapponese degli Haiku, brevi componimenti divenuti popolari nel Giappone del diciasettesimo secolo. Sono immagini di parole che non si perdono in rigidi schemi poetici, ma lasciano parlare la semplicita`, l`armonia delle parole e dei suoni. Chiunque poteva scrivere Haiku, dal nobile all`intellettuale, dal ricco al povero, dal combattente al contadino. C'è molta cultura Zen alla base della poesia Haiku, il cui intento è quello di far tornare il linguaggio alla sua essenza pura, ovvero alla sua nudità (raccontiepoesie.org). Ed e` proprio grazie a questa semplicita`, a questa nudita` delle parole che la composizione poetica giapponese e` cosi` capace di farci capire lo stato d`animo del poeta. La semplicita` quale arma efficente per trasferire le immagini dalla mente del poeta a quella del lettore.

Quali sono i soggetti della poesia giapponese: ebbene tutto cio` che ci sta attorno, tutto quello che vive con noi, tutte le emozioni e gli stati d`animo; una foglia, una spada, una rana che salta nello stagno, un vagabondo senza strada di ritorno. Tutto e` poesia. Matsuo Basho e` uno dei piu` grandi maestri della poesia Haiku e, assieme a Yosa Buson scrissero vari componimenti ancora oggi tra i piu` famosi.

 

silenzio:
graffia la pietra
la voce delle cicale
-Basho-
primo giorno dell'anno
un vento di mille anni fa
soffia tra i pini
-Uejima Onitsura-

mezzodì di pieno estate
la morte con gli occhi socchiusi
guarda la gente
-Ida Dakotsu-
l' orchidea, di notte
nasconde nel profumo
lo splendore del fiore

-Yosa Buson-

luna di banbu`
mentre accarezza il suolo
della prima neve

-Taniguchi Buson-


senza morire
dopo molte notti di viaggio
in un tramonto d`autunno

-Matsuo Basho-

La bella luna
lasciata dal ladro
alla finestra

-Daigu Ryokan-
La farfalla dorme tranquilla
aggrappata alla campana del tempio
finché non suonera`

-Taniguchi Buson-
dilegua l`eco della campana del tempio;
persiste la fragranza delicata dei fiori;
ed e` sera
-Matsuo Basho-

luna piena d`autunno:
bellissima semplicemente, perfettamente
chiara
-Miura Chora-
in questo mondo
contempliamo i fiori;
sotto, l`inferno
-Kobayashi Issa-
"Datemi alloggio per la notte"
e l`uomo getta la spada.
Tormenta di neve.
-Yosa Buson-

Dalle poesie sopra citate si puo` facilmente capire la struttura tipica di un Haiku formata da due parti, una parte che introduce il soggetto e la seconda che lo elabora. Affianco a questo schema che e` il piu` usato vi sono anche poesie in cui due soggetti sono decantati in armonia o in contrasto tra loro (vedi l`ultima poesia di Buson). La semplicita` e` la forza di questi componimenti. Le parole si trasformano in immagini chiare e nitide che, nonostante il il terribile ostacolo della lingua, ci forniscono emozioni e pensieri tipici della cultura giapponese. In realta`, anche se la poesia Haiku sembra libera e priva di schemi, vi sono delle regole strutturali da rispettare: come la poesia dei tanka da cui deriva, anche la poesia haiku si compone di un numero di sillabe ben preciso: 5 sillabe per il primo verso, 7 per il secondo e 5 per l`ultimo verso. E` una regola atta ad uniformare le composizioni e creare un ritmo comune che le unisca. Tuttavia, data la differenza tra la lingua italiana e la lingua giapponese, raramente questo schema si applica nelle traduzioni o nei componimenti occidentali che si rifanno agli haiku.


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