ARTE GIAPPONESE

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Il mondo dell`arte giapponese e` un`ambiente cosi` vasto che ci servirebbe un`enciclopedia intera per presentarlo in modo esauriente. Qui mi limitero` a presentare due galassie del grande universo artistico giapponese: la pittura ukiyoe e la musica tradizionale.

UKIYOE

 Gli Ukiyoe sono delle opere artistiche che possono considerarsi i precursori dei fumetti giapponesi, i cosi` ben noti "manga". La parola Ukiyoe e` formata da due parti la prima delle quali (ukiyo) significa "mondo fluttuante" mentre la seconda e` composta dal kanji utilizzato per la parola "quadro, disegno" (e). "Disegni del mondo fluttuante" sono una classe di opere che ritrae la vita spensierata di geishe, attori e personaggi famosi, spesso ambientate tra le mura dei quartieri di piacere. Le attivita` che si svolgevano all`interno dei quartieri di piacere erano infatti l`ambientazione piu` comune per le opere di ukiyoe. Nati alle porte delle grandi citta` nel XIX secolo (principalmente Tokyo e Osaka) , i quartieri di piacere erano grandi luoghi di intrattenimento che ospitavano case da gioco, bordelli piu` o meno eleganti e svariate case da te. L`influenza dei quartieri di piacere fu cosi` grande che persino il Giappone odierno ne risente: nelle grandi citta` ci sono ancora oggi dei quartieri "nascosti" che pullulano di pachinko e case adibite alla prostituzione o ai massaggi erotici, come ad esempio Tobita Shinchi a Osaka o Shinjuku e altri piccoli quartieri a Tokyo. Numerosi ukiyoe ritraggono mercanti o attori intenti nell`atto sessuale all`interno dei quartieri di piacere e molti artisti furono per questo perseguitati dalla censura e da senzioni punitive per queste stampe molto esplicite. I soggetti degli ukiyoe non erano solo belle cortigiane e attori; anche la natura ebbe un ruolo particolarmente importante all`interno di questa corrente artistica: i paesaggi giapponesi piu` famosi vennero ampiamente trattati nelle stampe di grandi artisti come Hokusai e Hiroshige. Tra queste, molto famose sono le opere che ritraggono il monte Fuji attraverso numerose vedute o l`elenco dei paesaggi piu` ameni del Giappone.

 

Immagini del testo: figura in alto a destra: Utamaru "suono del silenzio" ; in alto a destra: Hokusai "La grande onda" della collezione "36 vedute del monte Fuji"; in basso a sinistra: Hokusai "La moglie del pescatore"

 

 

MUSICA GIAPPONESE

 

Diversi tipi di shamisen

La musica giapponese na forma di poesia dai ritmi dolci e contenuti, ben distante dall`euforia ritmica della musica occidentale. La musica tradizionale, definita con il termine "Hogaku", ha una storia molto antica e abbraccia generi musicali molto diversi tra loro: dalla musica strumentale, al canto e alla narrazione, alla musica teatrale e altri generi ancora. Il teatro e le opere di "no" e "kabuki" rivestono un ruolo di primaria importanza nella musica tradizionale. Numerosi generi musicali sono nati per accompagnare le rappresentazioni teatrali; la musica diventa una poesia che accompagna le immagini, una narrazione del visivo su note statiche e con poca armonia (a differenza della musica occidentale nella quale l`armonia ha un ruolo di primaria importanza).

Ma veniamo agli strumenti tradizionali utilizzati nella musica giapponese: iniziamo con due liuti molto utilizzati nella musica giapponese, entrambi di importazione continentale: lo shamisen e il biwa. Lo shamisen, usato soprattutto per accompagnare il canto, e` uno strumento a tre corde che si suona attraverso un grosso plettro triangolare. Benche` sia stato introdotto in Giappone in epoca relativamente tarda (sedicesimo secolo) lo shamisen ebbe un successo immediato ed un enorme diffusione sia nella musica classica che in quella popolare, tanto che oggi lo si puo` forse considerare lo strumento piu` importante della musica giapponese. Il biwa entro` in Giappone molto prima dello Shamisen, intorno all`ottavo secolo durante il periodo Nara. Modificato per adattarlo alle esigenze della musica giapponese, venne utilizzato in svariati generi musicali: nelle recitazioni dei sutra buddhisti (soprattutto nella variante moso biwa) nella musica cerimoniale della corte imperiale (gagaku) e nella narrazione di grandi opere letterarie quali lo "Heike Monogatari" (Heike biwa).
 

Suonatrice di Koto

Un`altro strumento di grande importanza nella musica giapponese e` il koto, della famiglia delle cetre (strumenti senza manicole cui corde sono tese tra le due estremita` del corpo). E` uno strumento particolarmente grande, formato da una cassa armonica di legno lunga 170 - 190 cm alle cui estremita` sono fissate 13 corde. Tradizionalmente il suonatore di koto si siede su un tatami dietro lo strumento e lo suona per mezzo di tre "tsume" (unghie), dei plettri che vengono fissati al pollice, all`indice e al medio della mano destra.

Proseguiamo con lo Shakuhachi, un flauto giapponese molto utilizzato nella musica tradizionale ma anche in alcuni brani occidentali. Il termine Shakuhachi non indica uno strumento soltanto ma piuttosto una famiglia di flauti molto simili tra loro. Sono tutti ricavati da un pezzo di bambu` cavo che costituisce il corpo dello strumento, sul quale vengono pratcati cinque o sei fori, a secondo del tipo di flauto. Il suono viene prodotto dirigendo il soffio verso il "labium", una membrana affilata posta sulla bocca dello strumento. L`angolazione del flusso d`aria e` controllata completamente dal suonatore che, come nel caso del flauto traverso, deve aggiustare la posizione delle labbra per far uscire un suono pulito dal flauto.
L`ultimo strumento che vi voglio presentare e` il taiko, un tipo di percussioni suonate molto spesso nella musica popolare. I taiko possono essere di varie dimensioni: gli odaiko sono dei tamburi di notevoli dimensioni nei quali la pelle e` fissata al corpo del tamburo per mezzo di chiodi. Questo tipo di tamburi e` spesso utilizzato nei matsuri e nelle feste tradizionali durante le quali numerosi percussionisti si esibiscono in performance di gruppo. Un secondo tipo di taiko e` costituito dagli shimedaiko, tamburi di dimensioni minori nei quali la pelle e` fissata a degli anelli esistenti sul tamburo ed e` percio` rimovibile. Quest`ultimo tipo di percussioni e` usato soprattutto nel teatro no e in altri spettacoli folcloristici.


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